Domande e brevi risposte sull'Hapkido

Intervista della dott.ssa Letizia Renzi al dott. Andrea Vitali

L.R. In questa terza parte dell'intervista vorrei addentrarmi sulla disciplina marziale che ha studiato maggiormente, l'Hapkido. Come mai il suo percorso è iniziato con il Tae Kwon Do e poi si è diretto verso l'Hapkido?

A.V. A 16 anni dovevo convincere i miei genitori che volevo veramente iniziare a fare arti marziali, qualunque arte marziale andava bene. Ne sentivo l'esigenza. Alla fine li ho convinti e ho scelto il Tae Kwon Do, senza sapere nulla di essa. Mi piaceva molto. Poi, dopo alcuni anni, ho capito bene di volermi dedicare all'Hapkido e contemporaneamente ho fatto tanti anni di pratica in altre arti marziali.

L.R. Come descriverebbe l'Hapkido in breve?

A.V. L'Hapkido è un'arte marziale fatta di movimenti sia diretti sia circolari; necessita una fluidità dei movimenti, comprende pugni, calci, leve articolari e proiezioni. Non vorrei farne troppa pubblicità, ma potrei definirla completa, dal combattimento sportivo alla difesa da strada.

L.R. Cosa ci trova di interessante nell'Hapkido?

A.V. Dà l'idea del vero combattimento, quello completo, a 360°.

L.R. Gli allenamenti sono basati su esercizi individuali o di coppia?

A.V. Entrambi. L'Hapkido prevede momenti di allenamento individuale ad esempio quando si esegue una forma e la necessità di un partner per fare esercizi di coppia ad esempio le leve articolari e le proiezioni fino al combattimento sportivo. L'importante è alternare gli esercizi ed essere costanti.

L.R. E' previsto un percorso di apprendimento?

A.V. Si parla di cinture (colorate e poi nera). Ogni programma prevede un certo numero di tecniche da conoscere. Terminato un percorso che potrei definirlo "base" si acquisisce la cintura nera. Da lì in poi iniziano altri programmi che potrei definire prima avanzato e poi superiore.

L.R. Esistono le gare?

A.V. Certamente.

L.R. Come vede le altre organizzazioni e il livello tecnico di altre cinture nere appartenenti ad altre Associazioni Sportive o Federazioni?

A.V. Onestamente... penso solo alla mia Associazione.

L.R. Come è vista la figura del maestro nell'Hapkido e nelle arti marziali coreane?

A.V. Fondamentale. Ho visto e vedo spesso troppa sicurezza e convinzione che il maestro sia solo un divulgatore di tecniche e non una figura di riferimento per il proprio percorso di apprendimento. Niente di più sbagliato. Il maestro è una guida ripeto fondamentale.

L.R. Quanti anni ci vogliono per potersi definire esperto di un'arte marziale coreana?

A.V. Circa 15-20, ma fatti costantemente e bene.

L.R. ... a che grado corrisponderebbero 15 anni di pratica?

A.V. Non è mai importante il grado raggiunto dopo tutti questi anni di pratica, ma è il fatto stesso di aver fatto tanti anni di pratica che ti porta ad essere esperto di essa. Non è un discorso quantitativo, ma qualitativo.

L.R. Quando un atleta ha terminato il percorso base di Hapkido può scegliere anche di insegnarla?

A.V. In questa Associazione esiste un breve percorso che porta all'abilitazione all'insegnamento.

L.R. Chiunque terminato "un percorso base" può insegnarla?

A.V. Assolutamente no, anche perché un bravo atleta può non essere portato a trasmettere l'arte marziale. Diciamo che si può anche superare il corso, ma è la pratica e la predisposizione che fanno la differenza.

 

 

 

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