Terremoto in Abruzzo e la forza degli abruzzesi

Non c'è molto da aggiungere rispetto a quanto viene trasmesso dalle reti televisive o scritto su giornali, riviste o messo in rete. Le notizie e le immagini fanno dell'Italia una nazione ancora unita e partecipe nel dolore dei più sfortunati che in un attimo perdono tutto: dagli affetti ai beni materiali. La forza degli abruzzesi è nota a tutti noi; gli italiani (con l'aiuto delle nazioni amiche) si mettono all'opera per comportarsi da abruzzesi: poche parole e molta pratica. I soccorsi e gli aiuti economici sono arrivati immediatamente per sostenere "i nostri fratelli", come un gesto di amore, di rispetto e senso del dovere verso chi è impotente di fronte alle terribili e fulminee conseguenze del terremoto. Per un verso i nostri animi sono in piccola parte sollevati e pieni di speranza nel sapere che si sta operando subito nel bene dei terremotati, nell'apprendere che alcune persone sono state messe in salvo, che due fidanzatini si abbracciavano sotto le macerie intenti in quello che poteva essere il loro ultimo bacio, che è stata tratta in salvo una 98enne dopo trenta ore sotto le macerie, che una moglie non avrebbe abbandonato il proprio marito, che un figlio ha salvato il proprio padre... per l'altro si apprende che la parte più brutta dell'Italia (come successo già in passato) specula sulla disgrazia di questa gente sotto forma di sciacallaggio e di falso volontariato.

La nostra associazione si unisce al dolore di questa povera forte gente, con un minuto di silenzio prima degli allenamenti, raccogliendo una somma da devolvere alle organizzazioni che si stanno occupando di loro, dando la propria disponibilità a partecipare attivamente sul campo.

 

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